Disoleatori e separatori idrocarburi
Disoleatori e separatori idrocarburi: manutenzione obbligatoria per autolavaggi e officine
Se gestisci un autolavaggio, un'officina o un'autorimessa, quasi certamente nel tuo sistema di scarico è installato un disoleatore o separatore di idrocarburi. E probabilmente sai che questo impianto deve essere mantenuto. Quello che non sempre è chiaro è con quale frequenza, cosa succede se non lo fai e come vengono smaltiti i reflui oleosi estratti durante la manutenzione.
Cos'è un disoleatore e perché è installato nel tuo impianto
Un disoleatore - chiamato anche separatore di idrocarburi o separatore di liquidi leggeri - è un impianto di trattamento delle acque reflue che separa oli minerali, idrocarburi, benzina e derivati del petrolio dall'acqua prima che questa venga scaricata nella fognatura.
Il funzionamento si basa sulla differenza di densità tra acqua e liquidi oleosi. Le acque in arrivo confluiscono prima in una camera di sedimentazione, dove i solidi pesanti si depositano sul fondo per gravità. Poi passano nella camera di separazione vera e propria: qui idrocarburi e oli risalgono in superficie e vengono trattenuti dall'impianto, mentre l'acqua trattata fuoriesce dallo scarico. I modelli più moderni sono dotati di un filtro a coalescenza che aggrega le microparticelle di olio troppo piccole per separarsi da sole.
Il risultato è un'acqua reflua con un contenuto residuo di idrocarburi entro i limiti imposti dalla legge.
Questi impianti sono obbligatori in tutte le attività che producono reflui potenzialmente contaminati da idrocarburi: autolavaggi, officine, stazioni di rifornimento carburante, autorimesse, parcheggi coperti e impianti di distribuzione di carburante.
Il quadro normativo
La normativa di riferimento principale è il Decreto Legislativo 152/2006, comunemente chiamato Testo Unico Ambientale. L'articolo 74 e le disposizioni successive stabiliscono i criteri per la gestione delle acque reflue e la prevenzione dell'inquinamento idrico.
I limiti di concentrazione degli idrocarburi nelle acque di scarico sono precisi e vincolanti:
- Scarico in acque superficiali: concentrazione massima di idrocarburi totali ≤ 5 mg/l
- Scarico in rete fognaria pubblica: concentrazione massima di idrocarburi totali ≤ 10 mg/l
La norma UNI EN 858-2 stabilisce che il gestore dell'impianto deve garantire il corretto funzionamento del separatore attraverso ispezioni e interventi periodici.
Con quale frequenza va mantenuto il disoleatore
Questa è la domanda che viene posta più spesso ma la risposta dipende da più variabili: volume attività, tipologia di scarichi e dimensioni impianto. Esistono però indicazioni precise a cui fare riferimento.
L’ispezione visiva va effettuata ogni 1-2 mesi e consiste nel controllare lo spessore dello strato di olio accumulato in superficie nella camera di separazione.
La manutenzione completa con svuotamento va effettuata ogni 6-12 mesi.
La manutenzione completa prevede lo svuotamento del sedimentatore, la rimozione dei fanghi depositati sul fondo, lo svuotamento della camera di separazione e della vasca di accumulo, il lavaggio e il risciacquo dell'impianto, la verifica del filtro a coalescenza e il riempimento con acqua pulita prima della rimessa in esercizio.
Un aspetto che molti gestori sottovalutano: il disoleatore non funziona correttamente se è pieno. Un impianto saturo non separa più e fa passare gli inquinanti allo scarico come se non ci fosse alcun trattamento.
Lo smaltimento dei reflui oleosi è rifiuto speciale
I materiali estratti durante la manutenzione di un disoleatore non sono semplici liquami ma sono rifiuti speciali. Questi materiali non possono essere smaltiti attraverso la fognatura ordinaria. Devono essere ritirati e smaltiti da un soggetto iscritto all'Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Cosa succede se non si fa la manutenzione
Le conseguenze di una manutenzione omessa o irregolare possono essere di tre tipi.
- Conseguenze ambientali: un disoleatore saturo o malfunzionante scarica idrocarburi e oli nella rete fognaria, contribuendo all'inquinamento delle acque e del suolo.
- Conseguenze normative e sanzionatorie
- Conseguenze operative: un disoleatore non mantenuto può causare intasamenti nella rete di scarico, odori persistenti nell'area di lavoro e il blocco dell'intero impianto di trattamento acque.
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Ogni quanto devo fare svuotare il disoleatore della mia officina?
La frequenza raccomandata è 6-12 mesi per la manutenzione completa.
La manutenzione del disoleatore è obbligatoria per legge?
Sì. Un impianto non mantenuto espone il gestore a sanzioni amministrative e penali.
Chi può smaltire i rifiuti estratti dal disoleatore?
Solo soggetti iscritti all'Albo Nazionale Gestori Ambientali per le categorie che coprono i rifiuti speciali di natura oleosa.
Qual è il limite di idrocarburi consentito nelle acque di scarico?
5 mg/l per scarichi in acque superficiali e 10 mg/l per scarichi in fognatura pubblica.
Cosa succede se il mio disoleatore è pieno e non funziona correttamente?
Un impianto saturo non tratta le acque e le scarica direttamente nella rete fognaria.

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